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Raffreddore e tosse nei bambini: la guida completa

Raffreddore e tosse nei bambini: la guida completa

Effeverde   |  13,gen 2026

Raffreddore e tosse sono tra i disturbi più comuni dell’infanzia, tanto frequenti quanto inevitabili. Ogni genitore, prima o poi, si trova a gestire nasini chiusi, notti insonni e una tosse che sembra non voler passare, una situazione che fa parte della crescita e che, per quanto possa preoccupare, nella maggior parte dei casi non è pericolosa.

Il sistema immunitario dei bambini, infatti, è ancora in fase di sviluppo e si allena proprio attraverso questi piccoli malanni stagionali, ma sapere come affrontarli in modo corretto e con i rimedi giusti è fondamentale per alleviare i sintomi, evitare complicazioni e restituire rapidamente serenità al piccolo e alla famiglia. Ecco una piccola guida.

Il raffreddore nei bambini è quasi sempre di origine virale, quindi non richiede antibiotici, a meno che non subentrino infezioni batteriche secondarie. Si manifesta con naso chiuso, muco abbondante, starnuti, qualche linea di febbre e, spesso, tosse. La tosse, in questi casi, non è un sintomo a sé, ma una conseguenza naturale della congestione che serve a liberare le vie respiratorie. In questi casi gli spray nasali a base di soluzione fisiologica o acqua di mare, sono utili per liberare il naso e rendere la respirazione più agevole, soprattutto prima del riposo notturno o dei pasti. L’aspiratore nasale, nei bambini più piccoli che non sanno ancora soffiarsi il naso, è un aiuto molto efficace per evitare che il muco si accumuli e renda più difficile la respirazione, mentre per la tosse, esistono sciroppi pediatrici con estratti naturali, miele, glicerolo o piante balsamiche come timo, drosera e altea, che leniscono l’irritazione e favoriscono la fluidificazione del muco.

È fondamentale, però, tenere a mente che, soprattutto nei bambini piccoli, non si dovrebbero mai somministrare farmaci senza prima consultare il pediatra e anche i rimedi naturali devono essere scelti con attenzione, tenendo conto dell’età e dei sintomi.

Il riposo, ad ogni modo, è essenziale per la guarigione. Quando un bambino ha il raffreddore, ha bisogno di più tempo per dormire e ricaricare le energie, facendolo bere frequentemente, per mantenere fluide le secrezioni. Nei bambini più grandi, un cucchiaino di miele prima di andare a letto può avere un effetto calmante sulla tosse secca, ma è meglio evitarlo nei bambini sotto l’anno di età.

Spesso i genitori si preoccupano se il raffreddore dura più di qualche giorno, ma è normale che nei più piccoli possa durare fino a dieci giorni, con la tosse che può persistere anche oltre. L’importante è tenere d’occhio eventuali segnali di complicazioni, come febbre alta, dolore alle orecchie o difficoltà respiratorie, in cui caso è sempre consigliabile consultare il pediatra.

Se la tosse persiste o cambia carattere, è fondamentale però, non trascurarla. Una tosse che passa da secca a produttiva, o viceversa, o che è accompagnata da respiro sibilante, richiede una valutazione medica e lo stesso vale se il bambino sembra molto stanco o ha febbre persistente.

Molti bambini, poi, si ammalano più volte durante l’anno, specialmente quando iniziano la scuola o il nido, segno di un processo di adattamento: il loro sistema immunitario si sta rafforzando e in questi momenti, può essere utile un supporto preventivo con integratori come vitamina C, vitamina D, zinco o echinacea, sempre dopo aver consultato il medico. Queste sostanze possono si aiutare il corpo a difendersi meglio, ma non possono sostituire le buone abitudini quotidiane, come una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura,  il miglior alleato del sistema immunitario.

È importante, infine, creare un ambiente sereno, dove il bambino si senta protetto e possa recuperare in tranquillità, sentendosi coccolato e supportato. È normale sentirsi preoccupati, ma è fondamentale ricordare che nella maggior parte dei casi questi episodi si risolvono da soli, lasciando solo un po’ di stanchezza: dunque si alle cure consapevoli, ma senza panico.